Alice Miller, child abuse and mistreatment

To feel long repressed feelings
March 2010

A quote from Hugo Rupp
October 2009

Introductione in Italiano
March 2008

New book
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Editorial
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The Body Never Lies
May 2005

Editorial
January 2004

Introduction to the website
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Wednesday March 12, 2008

Introductione in Italiano

Maltrattamento e Negletto di Bambini - Che cos’è?

Le umiliazioni, le sculacciate e le botte, gli schiaffi, i raggiri, l’uso sessuale, la derisione, la disattenzione, ecc., sono tutte forme di maltrattamento, perché feriscono l’integrità e la dignità del bambino, pure se gli effetti non sono subito visibili. Comunque, da adulti, la maggior parte dei bambini maltrattati soffriranno e faranno soffrire gli altri, a causa di queste ferite. Qui non si tratta di un problema unicamente della famiglia, ma di tutta la società, perché alcune vittime di questo flusso di violenza, trasformate in carnefici, si vendicano persino su intere nazioni, come dimostrano i genocidi sempre più frequenti, diventando gli esecutori volenterosi di dittatori atroci come Hitler e altri capi brutali. I bambini picchiati assimilano molto presto la violenza, che utilizzeranno da adulti, credendo a ciò che è stato detto loro: che essi hanno meritato le punizioni e che sono stati picchiati “per amore”. Non sanno che, in verità, la sola ragione delle punizioni subite era dovuta al fatto che i loro genitori subirono e appresero la violenza molto presto senza metterla in discussione. A loro volta picchiano i loro figli senza pensare di fare del male e spesso si sentono grati ai propri genitori che li maltrattarono quando erano piccoli e inermi.

E’ in tal modo che l’ignoranza della società resta così salda e i genitori continuano, in completa buona fede, a riprodurre il male ( gravi sofferenze e distruttività ) in ciascuna generazione, da millenni. La maggior parte delle persone lo tollera ciecamente perché l’origine della violenza umana durante l’infanzia è stata ed è ancora ignorata in tutto il mondo. Quasi tutti i bambini piccoli sono picchiati quando cominciano a camminare e a toccare gli oggetti che non devono essere toccati. Questo avviene proprio nell’età nella quale il cervello umano si struttura, fra 0 e tre anni. Là il bambino dovrebbe imparare, dai suoi modelli, la gentilezza e l’amore, ma mai in nessun caso, la violenza e le menzogne ( come: “ti picchio per il tuo bene e per amore”). Fortunatamente ci sono dei bambini maltrattati che, tra i loro conoscenti, trovano l’amore e la protezione da “testimoni benevoli”.



Ritratto Alice Miller

Negli Stati Uniti ci sono ancora 20 Stati che ammettono le punizioni corporali ai bambini anche nelle scuole, ed anche agli adolescenti. Le persone che possono indignarsi per questi fatti e sono consapevoli delle loro gravi conseguenze, comprenderanno senza difficoltà tutti i libri di Alice Miller. Comprenderanno anche perché questa autrice s’impegna tanto per liberare la società dalla ignoranza, con i suoi libri, articoli, volantini, interviste e risposte alle lettere dei lettori sul suo sito. Ella insiste sul fatto che il maltrattamento dei bambini produce non solo bambini infelici e disturbati, non solo adolescenti distruttivi, ma anche genitori che maltrattano e una società confusa che funziona irrazionalmente.
Grazie alle sue ricerche sull’infanzia, Alice Miller ha compreso che la violenza esercitata sui bambini porta alla violenza generale che regna in tutto il mondo, tanto più che si comincia a picchiarli nei primi anni della loro vita, giusto nel momento che il loro cervello si costruisce.

Anche se le conseguenze scandalose sono evidenti, esse non sono percepite e ancor meno prese in considerazione dalla società. La situazione è facile da comprendere: ai bambini non è permesso di difendersi dalla violenza fatta loro e sono quindi obbligati a sopprimere e soffocare le reazioni naturali all’aggressione dei genitori, come le reazioni di collera e angoscia. Solo da adulti possono scaricare queste fortissime emozioni, sui propri figli o,in certi casi, su intere nazioni.

Alice Miller descrive questa dinamica nei suoi 13 libri e la illustra non solo per mezzo di storie di suoi pazienti, ma anche con i suoi numerosi studi sulle biografie di dittatori e di artisti famosi. L’omissione di questi discorsi sull’infanzia, in tutte le società da lei conosciute, consente di mantenere nelle famiglie ( che reclamano il loro diritto a “disciplinare” i loro figli ), del tutto indisturbati, comportamenti estremamente irrazionali quali la brutalità, il sadismo e altre perversioni, gli effetti dei quali in seguito sono ritenuti “turbe genetiche”. Solo prendendo coscienza di questa dinamica si può rompere la catena della violenza, pensa Alice Miller, ed ella consacra la sua opera a questa illuminazione.

Durante gli scorsi anni, ella ha sviluppato un concetto di terapia che propone alle persone sofferenti di stare di fronte al loro passato, riconoscere e perciò ridurre l’angoscia ancora inconscia, ma altamente attiva, del bambino un tempo picchiato. Quando riusciamo finalmente a sentire la nostra giustificata, rabbiosa indignazione, invece di rifiutarla, noi possiamo crescere completamente e divenire autonomi. E’ questa loro paura infantile verso i genitori onnipotenti che spinge gli adulti a maltrattare i propri figli, come pure a vivere con gravi infermità piuttosto che prendere sul serio le crudeltà un tempo sopportate. Innumerevoli proposte esoteriche e “spirituali”, che promettono una guarigione, contribuiscono a nascondere i terrori vissuti durante l’infanzia.

Alice Miller pensa che, malgrado gli aspetti tragici della sua scoperta, questa porta lo stesso delle alternative positive e ottimiste, perché apre la porta alla consapevolezza, alla percezione della realtà del bambino e nello stesso tempo alla liberazione dell’adulto dalla sua paura infantile e dai suoi effetti distruttivi. Da diversi anni ormai ella vede il suo ricercare la realtà dell’infanzia come una netta opposizione alla psicanalisi che, a suo avviso, rimane nella vecchia tradizione di incolpare il bambino e proteggere i genitori, tanto nella teoria che nella pratica. Per questa ragione rinunziò alla sua appartenenza alla Associazione Psicanalitica Internazionale già nel 1988.

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